SCOUTISMO COM'E'?

Lo scoutismo è nato nel 1907 dall’intuizione geniale di BadenPowell per dare airagazzi ciò di cui avevano bisogno:scoutismo com'è amis trieste

• FANTASIA E AVVENTURA

• AMICIZIA E CAMERATISMO

• ARIA PULITA E SALUTE

Da allora sono cambiati i tempi, ma non sono cambiati i ragazzi.
Lo scoutismo offre loro, oggi come allora, la possibilità di godere di questi tre “tesori”, e come allora consente di educarsi con questi mezzi ad una vita piena e responsabile.

CAMPEGGI, escursioni, viaggi, giochi nei boschi sono le vie con cui i ragazzi danno sfogo al desiderio di novità e di conoscenza. Affrontano semplici ma impegnative prove pratiche per saggiare le proprie capacità manuali e concettuali.
Lo scout non impara, LO SCOUT FA.
Ogni nozione discende dall’esperienza, esperienza fatta in tutta sicurezza, ma con autonomia e ingegno personale: ogni giorno di più, LO SCOUT BASTA A SE STESSO.

Il Branco dei Lupetti, Il Reparto  Scout, la Compagnia Rover sono le prime comunità dove i ragazzi possono esprimere le proprie capacità a vantaggio degli altri ed essere apprezzati per le proprie doti personali: maschio o femmina, alto o basso, esile o robusto, ciascuno fa la sua parte nel gioco o nel lavoro ed assume la propria quota di responsabilità.
Lo scout non fa politica, ma la sua è una situazione politica perchè partecipa alle decisioni e alle realizzazioni del suo gruppo.
Il movimento scout, diffuso in tutto il mondo, lo rende concretamente partecipe, tramite gli incontri internazionali, di una fratellanza senza confini.

LA SALUTE è un’ esigenza di tutti, non dei soli sportivi. Scoutismo è vita all’aperto respiro profondo, sangue che circola. Scoutismo è sport e robustezza per tutti: se c’è agonismo, dura quanto la gara e si compensa alternando gli sport e ricomponendo le squadre: così crea emulazione e non degenera mai nella partigianeria e nel fanatismo.

POCHE REGOLE , chiare e comprensibili guidano lo scout nel suo comportamento.
La LEGGE SCOUT e la PROMESSA che pronuncia al suo ingresso nel movimento segnano una linea di condotta che egli fa del suo meglio per seguire: se sbaglia, ha un motivo di più per migliorare nel futuro.

GLI ISTRUTTORI sono adulti con l’animo di ragazzi: vivono accanto ai giovani e li indirizzano secondo la propria esperienza, non come insegnanti, ma come fratelli maggiori che li precedono sulla via, ne fanno apprezzare le bellezze e ne segnalano i pericoli.

CHE UOMINI, CHE DONNE SARANNO?
Sinceramente, non lo sappiamo.
I risultati del metodo scout non si valutano da un campeggio più o meno riuscito, ma da come i ragazzi saranno tra dieci o vent’anni. Noi però lavoriamo perché divengano individui capaci di affrontare le difficoltà della vita con competenza e coraggio, ma anche con generosità, rispettan­do gli altried essendo pronti a porgere una mano amica. Perché non siano insomma quelli che dicono:
“Ma chi me lo fa fare”.
Se ci riusciremo sarà merito di tutti coloro che anche in minima parte collaborano perché il movimento scout si rafforzi e si espanda.